venerdì, gennaio 27, 2006

Giuliano Ferrara l'elefantino

Questo è un articolo scritto dal fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari per la rubrica "Il Vetro soffiato" ospite nell'"Espresso".
Credo che la finezza con la quale è stato scritto raggiunga vertici inverosimili.

Coi tempi che corrono, debbo ammetterlo, è molto difficile portare avanti una rubrica come questa, che ha per titolo 'Vetro soffiato' , per dire che si vogliono affrontare con leggerezza argomenti leggeri ma anche argomenti di maggior pesantezza. Diciamo di maggior peso. Molto difficile, poiché i fatti che accadono intorno a noi e i moti d'animo che li ispirano ci rimandano quasi sempre l'immagine d'una carica di elefanti contro negozi di cristalleria. Dunque, elefanti contro vetro soffiato. Ditemi voi se è un confronto accettabile.Comunque farò del mio meglio. Scelgo come argomento d'attualità un elefantino, che è certamente più leggero d'un elefante. Scelgo un cucciolo di quella specie, divertente e giocoso come tutti i cuccioli e tuttavia con tanto di proboscide, di zanne, di pelle a prova di pallottole, di grandi orecchie e di gambe massicce che, quando carica insieme al suo branco, il suo porco effetto lo fa sfasciando vetrine, piatti e bicchieri e insomma oggetti che andrebbero trattati con cura e delicatezza.Debbo aggiungere che l'elefantino di cui qui si tratta si avvale per le sue scorrerie di quattro fogli di carta chiamati appunto 'Il Foglio'. Non è propriamente un giornale anche se ne ha l'aspetto. È piuttosto un pamphlet quotidiano, un libello come si diceva nel Settecento senza intenti peggiorativi, ma solo per definire un genere che allora era molto in voga. Oggigiorno, nell'era della televisione, di Internet e di grandi giornali d'informazione, la fortuna dei libelli è notevolmente diminuita; infatti se ne vendono poche migliaia di copie destinate agli addetti ai lavori. Costoro vivono per di più di pettegolezzi che noi, notoriamente radical-chic, chiamiamo 'gossip'.Ecco quindi una prima anomalia che emerge dal tema in questione: un elefantino che compila un intelligente e dissacrante libello fondato sui gossip. In natura un caso del genere non esiste, ma viviamo in un'epoca bizzarra dove abbondano le contaminazioni e le metamorfosi. Quindi nessuno stupore, tutt'al più un sentimento di ammirazione per così eleganti acrobazie più appropriate agli scoiattoli che agli elefanti (sia pure col diminutivo).Ma c'è ben altro. Il personaggio di cui parliamo è infatti assai mutevole e fin qui niente da dire. Una vecchia massima sostiene che solo i cretini sono coerenti. Il Nostro cretino non è, non lo è mai stato. Il gioco dei quattro cantoni parrebbe il suo preferito. Lo pratica con estrema scioltezza, da strappare gli applausi.Ne volete un esempio? Un giorno, sulla prima pagina del suo libello e in due pagine successive, informò i suoi 25 lettori (molti di più, molti di più) d'esser stato per qualche tempo un collaboratore della Cia. Sottolineò che era un lavoro che non faceva gratis (ovviamente) che era benissimo retribuito. Faceva questo lavoro condividendolo con quello di giornalista e non ci vedeva nessuna incompatibilità.Scrisse tutte queste cose all'interno d'un dettagliato racconto provocando notevole stupore e soprattutto alla domanda: perché l'ha fatto? Qualcuno azzardò una risposta: la Cia stava aprendo al pubblico i suoi archivi di quegli anni sicché l'elefantino, con un volteggio e un colpo di tacco che neanche Totti, aveva preceduto e in qualche modo bruciato la notizia dandola lui stesso per primo.In un paese puritano le persone perbene, ovviamente convenzionali, avrebbero interrotto ogni comunicazione con lui. Ma qui accadde il contrario, si ammirò il giocoliere e si raddoppiarono le frequentazioni. Un suo vecchio amico suggerì addirittura l'ipotesi che quella 'confessione' fosse stata inventata dall'autore per 'épater' (come diciamo noi radical-chic). Del resto i colleghi che lo aiutano nella compilazione del libello e lui stesso non sono nuovi agli scherzi. Perché non anche in questo caso?Ma di esempi della sua bizzarria se ne potrebbero fare molti. Il più clamoroso è stato di natura metamorfica. Non alludo a quando in pochi mesi trasmigrò con elegante disinvoltura dalla sinistra alla destra. Figuriamoci, questo è un esercizio costante che fanno tutti pendolarmente e non a senso unico. Bazzecole. Abbiamo fatto i militari a Cuneo, non è vero? Siamo uomini di mondo.Alludo invece a quando da laico dichiarato si trasformò nell'arco d'un paio di mesi in ateo devoto alle indicazioni dei preti. Passati altri due mesi prese addirittura lui la guida con i vescovi appresso. Fu invitato ad arringare in cappelle, chiese, stadi e sacri palazzi tra l'ammirazione e il gaudio dei vicari del Signore e gli fu anche consentito di continuare a proclamarsi ateo. Questo era infatti il miracolo: un ateo alla testa delle moltitudini di credenti. Non è la prova provata che Dio c'è?Ci sono poi altri aspetti del Nostro di livello meno spirituale ma non per questo meno suggestivi. Nel bel mezzo della campagna contro i turpi legami tra i Ds e l'Unipol e gli oscuri incontri tra i dirigenti di quel partito e il presidente delle Assicurazioni Generali si è venuto a sapere che il discusso banchiere Fiorani, attualmente ristretto a San Vittore, aveva di recente aperto un fido di 4,5 milioni (9 miliardi di vecchie lire) in favore della moglie di Berlusconi per sovvenirla nel finanziamento del 'Foglio'. Questa notizia è scivolata via come una goccia su un vetro, ma a noi che ci occupiamo di vetri soffiati è parsa una ghiottoneria su cui vogliamo attirare l'attenzione dei nostri lettori.Resta tuttavia un enigma. Leggendo il riquadro della gerenza del predetto libello apprendiamo testualmente che esso è 'Organo della Convenzione per la Giustizia'. Dopo attente ricerche abbiamo scoperto che questa dicitura è la chiave per aprire al predetto libello le casse dell'erario dal quale l'elefantino preleva annualmente parecchi milioni di euro. Un po' dallo Stato, un po' da Fiorani e qualche spicciolo dalla consorte del presidente del Consiglio. E ci dà anche lezioni di moralità. Ma non è bravissimo? Non meriterebbe molto di più?

4 Comments:

Anonymous Denise said...

Anche se non c'entra con l'argomento da te scritto,è più forte per me dire in questa giornata DAJE ROMA!

29 gennaio, 2006 23:27  
Anonymous Anonimo said...

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Bye

21 gennaio, 2007 15:21  
Anonymous Anonimo said...

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31 gennaio, 2007 04:57  
Anonymous Anonimo said...

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